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Blue Whale: una invenzione mediatica o realtà?

 

Recentemente è stato trasmesso il servizio a Le Iene sulla Blue Whale: un gioco nato in Russia il cui obiettivo è portare al suicidio. Le vittime di questo gioco sono per lo più ragazzi dai 9 ai 17 anni, ragazzi che devono seguire per 50 giorni delle istruzioni assurde (come tagliarsi le vene, ascoltare film horror e non parlare con nessuno) per poi arrivare a buttarsi dall’ultimo piano del palazzo più alto della città. Negli ultimi anni si sono presentati più di 150 casi di suicidio. Un vero orrore.

Dopo questo servizio se ne dicono tante, addirittura si dice che sia stata una fake news ideata da Putin per prevenire il suicidio nei giovani russi e diminuire il tasso di suicidi in Russia aumentato negli ultimi anni. Come ad esempio il Safer Internet Center scrive ” La Blue whale è basata su storie investigative giornalistiche di un gruppo speciale di lavoro nato sotto Putin che ha elaborato un piano attuato dal governo russo per prevenire l’incitamento al suicidio degli adolescenti. Così il governo russo limita, attraverso paura collettiva, l’uso dei social network

Ma non solo, anche un sito anti-bufale italiano Butac, smentisce il fenomeno Blue Whale. Butac sostiene che il gioco esiste, ma che, purtroppo, è una tragica realtà già esistente in Russia, ancor prima dell’invenzione del gioco dell’orrore. Quindi praticamente i suicidi registrati non sono tutti riconducibili al gioco.

Molte altre testate giornalistiche smentiscono in parte o del tutto il fenomeno Blue Whale, confermando delle, purtroppo, coincidenze tra i giovani russi. Una cosa è certa, l’ideatore di questo gioco è un giovane ragazzo di 21 anni chiamato Philipp Budeikin ed arrestato a San Pietroburgo per aver indotto 16 ragazzi al suicidio.

Le parole del ragazzo una volta arrestato sono state

I ragazzi sono felici di morire. Il mio obiettivo è quello di pulire la società. Ci sono tanti rifiuti biologici“.

Le idee sono confuse, l’orrore è tanto. Una cosa è certa: bisogna fare attenzione a quello che circola nel web.