Le migliori citycar della storia

Nel panorama delle automobili moderne, i veicoli creati per affrontare le città e poter parcheggiare senza problemi sono diventati una parte importante del mercato.

Il concetto di citycar è diventato più noto a partire dalla fine degli anni Novanta quando, nel 1998, è stata lanciata sul mercato la Smart.

In realtà, prima di questa auto supercompatta costruita dalla Mercedes-Benz, ci sono state altre macchine pensate per le città, che in alcuni casi sono anche diventate delle icone di stile.
Andiamo a vedere quali sono le migliori citycar della storia, partendo dal secondo dopoguerra, per arrivare ai giorni nostri.

La più lontana nel tempo è la Isetta. Questa piccola macchina, prodotta dalla Iso Rivolta a Bresso – alle porte di Milano – aveva tre ruote e un piccolo motore con un solo cilindro.

Lanciata nel 1953, questa due posti era stata pensata per essere un ibrido tra una moto e un’automobile. Ma in Italia però non ebbe il successo sperato, con solo 1.500 esemplari venduti in tre anni.

Il successo, però, è arrivato successivamente, quando questa piccola citycar è stata prodotta su licenza dalla BMW, a Monaco di Baviera.
L’azienda tedesca con il suo prodotto, chiamato ufficialmente BMW 250, riuscì a vendere oltre 160 pezzi dal 1955 al 1962.

Oggi è quasi impossibile vedere una Isetta in giro per le strade italiane, anche perché i sistemi di sicurezza su quest’auto sono praticamente assenti. Capita, però, di poter incontrare delle coppie tedesche che sulla versione prodotta dalla BMW fanno lunghe avventure e non esitano a sfidare i passi alpini.

Un’altra citycar che ha fatto la storia è la famosissima Fiat 500. È nata come super utilitaria in un periodo in cui gli italiani sentivano sempre di più l’esigenza di spostarsi in comodità e quindi volevano possedere una macchina.

La sua storia è iniziata nel 1957 ed è durata fino al 1975, con un volume di vendite molto alto: si parla di circa 5,2 milioni di auto vendute.
Questa compatta, decappottabile e a quattro posti, ha un motore da 479cc e due cilindri, con una potenza di 13,5 cavalli.

Frutto del genio di Dante Giacosa, la Fiat 500 univa il suo essere un veicolo economico con uno stile ineguagliabile, che ha resistito al passare dei decenni. Oggi la 500 è ancora un’auto molto comoda per girare in città e trovare parcheggio, senza passare mai inosservati.

La terza citycar da citare è un’altra italiana: la Fiat 126. Se la 500 era stata pensata come un’auto che accompagnasse gli italiani in un nuovo periodo storico, lei invece aveva un altro obiettivo.

Come racconta Quartamarcia, era un’auto essenziale, che non doveva emozionare. Era la seconda macchina delle famiglie, un concetto nuovo portato nella classe media italiana a partire dal 1972.
Prodotta sui mercati esteri fino al 2000, anche la 126 ha fatto numeri di vendita pazzeschi, superando i quattro milioni e mezzo di unità.

Oggi è piuttosto rara per le strade, ma inizia a essere ricercata dagli appassionati, un po’ per i ricordi che porta con sé, un po’ perché è stata l’ultima Fiat con motore montato in posizione posteriore.

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