Artigianato artistico in Abruzzo

L’artigianato artistico in Abruzzo mantiene vivo l’utilizzo di materie prime e di lavorazioni molto antiche. Ceramiche, gioielli, tessuti e accessori per la casa sono pezzi unici, arricchiti dal valore inestimabile della tradizione e del saper fare.

Ceramiche di Castelli

CERAMICA

L’arte ceramica castellana ha origini antichissime ed ha le sue radici nella natura stessa del luogo: si deve prima di tutto alla presenza di argilla nel terreno intorno all’antico borgo, oltre ovviamente all’abbondanza di acqua e di legna indispensabile per alimentare i forni in cui le creazioni degli artigiani venivano fatte cuocere. Probabilmente furono i monaci benedettini ad introdurre nel XII secolo la ceramica smaltata.

Agli inizi del Cinquecento i ceramisti di Castelli svilupparono un proprio si rivolsero ad una committenza “alta” ed europea. I nomi più famosi rimangono quelli dei Grue, i Gentile, i Cappelletti e i Fuina.

Oggi è possibile ammirare i capolavori destinati alle nobili casate europee nei più importanti musei del mondo: dall’ Ermitage al Louvre, fino al British e al Victorian and Albert Museum. Giallo, verde, arancione, blu: sono questi i colori tipici della ceramica di Castelli, mentre le decorazioni, oltre ai fiori, a partire dal Seicento e dal Settecento si sono arricchite di scene mitologiche e di caccia, paesaggi e animali. Uno stile molto vicino all’arte pittorica vera e propria.

Altra area in cui è diffusa la lavorazione artigianale della ceramica è quella di Rapino, ai piedi della Majella.

Ferro Battuto e Rame

ferro battuto

L’arte del ferro battuto ha origini molto antiche in Abruzzo. Viene usata molto sia nell’arredo delle aree esterne come per i lampioni o i cancelli sia negli interni per le testate dei letti e i lampadari, le cornici e i candelieri.

In giro per i paesi abruzzesi troverete molti esempi di grande creatività realizzati battendo il ferro nelle piccole botteghe come si faceva una volta, in particolare a Pescocostanzo, dove c’è il magnifico esempio del cancello della Cappella del Sacramento nella Basilica di Santa Maria del Colle e a Guardiagrele, in cui si tiene in agosto una mostra-mercato dell’artigianato artistico della Majella.

Sempre a Guardiagrele (ma anche in altre zone come Tossicia, Crognaleto, Basciano) ci sono laboratori in cui si fabbricano oggetti artistici in rame, prima tra tutti la conca abruzzese, usata dalle donne per raccogliere l’acqua alla fonte e poi trasportata in equilibrio sul capo.

La lavorazione è detta a “sbalzo”, per il tipo di lavorazione di figure artistiche o di manufatti artigianali, a rilievo su un lato della lastra metallica.

Oreficeria: Artigianato Abruzzo

lavorazione oro

In tutta la regione la lavorazione dell’oro è un’arte diffusa fin dai tempi più remoti, in particolare per la realizzazione di oggetti sacri, in cui si vantano grandi artisti come Nicola da Guardiagrele. La diffusione dei gioielli a livello popolare ha portato a coltivare le tecniche più raffinate: filigrana, fusione, sbalzo e cesello sono oggi le tecniche più usate nei laboratori.

Il gioiello più famoso e rappresentativo è la presentosa, un grande medaglione in oro filigranato a metà tra il rosone e il fiore, con al centro due cuori, legato ai riti del fidanzamento. La presentosa proteggeva il cuore, mentre gli orecchini più spesso tenevano lontano il malocchio e tra questi ultimi i più belli restano ancora oggi le Sciacquajje, grandi e a forma di mezzaluna, arricchiti di pendenti.

A Scanno, Pescocostanzo e Sulmona si trovano ancora preziosi manufatti lavorati in maniera artigianale.

Pietra: Artigianato abruzzese

pietra lavorata

E’ l’elemento dominante dell’architettura dell’interno abruzzese. Da un lato la pietra calcarea della montagna madre, la Majella, dall’altro l’arenaria del Gran Sasso, caratterizzano tutte le piazze e le strade dei borghi, le decorazioni delle facciate di alcuni palazzi e di tutti i giardini. Lettomanoppello, Pretoro, Pennapiedimonte, Pacentro e Crognaleto sono i centri in cui c’è ancora una notevole produzione di tipo artigianale

Lana e merletti

lana e merletti

La grande tradizione della lavorazione della lana era nel destino di un luogo per secoli cresciuto attorno all’attività armentizia ed è diffuso in tutti i centri seppure con alcune specificità. Le tarante, ad esempio, grandi coperte colorate senza dritto né rovescio, vengono da Taranta Peligna, dove ancora oggi vengono prodotte seguendo gli antichi disegni.

Ci sono comunque altri centri, come Civitella Alfedena e Tossicia in cui continuano ad essere coltivate le lavorazioni artigianali, anche in un’epoca in cui c’è sempre meno spazio per le merci non massificate. Quella del tombolo è forse la massima espressione artistica dell’artigianato abruzzese, probabilmente derivata dalle maestranze lombarde presenti nella regione nel ‘400.

A Pescocostanzo ci sono una scuola e un museo, ma il più importante centro di produzione abruzzese è quello di Scanno.

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